Uccelli imitano cinguettii di altre specie per salvare nidi dai predatori
Categoria: Scienze e tecnologia, Uccelli
I ricercatori della Australian National University (ANU) hanno scoperto che gli Acanthiza, una specie di uccelli passeriformi endemici dell’Australia (denominati in inglese anche thornbills), imitano il richiamo di avvertimento di altre specie per far credere ad alcune specie di predatori che è in corso un attacco imminente da parte di un rapace.
La paura di trovarsi di fronte ad un uccello rapace fa desistere molti dei predatori che si avvicinano malintenzionati ai loro nidi. Un sistema davvero ingegnoso per tenerli lontani e salvare i piccoli che non possono ancora volare.
I ricercatori hanno infatti scoperto che gli Acanthiza sono spesso vittime degli Strepera (in inglese currawongs), uccelli anch’essi passeriformi, ma 40 volte più massicci di loro. Questi predatori rubano spesso i piccoli dai nidi e li strappano via.
Tuttavia anche i currawong sono a loro volta predati dagli astori, uccelli rapaci simili ai falchi. Gli Acanthiza non fanno altro che imitare i richiami che altre specie si danno tra loro quando vedono in lontananza proprio gli astori avvicinarsi.
Molti currawong a questo punto, per paura di incorrere nei rapaci, desistono e si allontanano lasciando perdere. Una modalità di difesa così furba che ha stupito anche Branislav Igic, che ha condotto lo studio durante il suo dottorato.
“Un attacco fisico nei confronti dei currawong sarebbe inutile. Sono 40 volte più grandi di un Acanthiza e mangeranno adulti e nidiacei. Sono stupito che un uccellino sia in grado di simulare tante specie, alcune molto più grandi di lui. È molto furbo”, riferisce Igic che sottolinea come questa metodologia non possa essere catalogata come forma di mimetismo ma risulta essere parimenti sufficiente per ingannare i predatori.
Questo studio risulterebbe uno dei primi a dimostrare che il mimetismo vocale tra gli uccelli, raramente compreso e studiato, sia utilizzato con una funzione precisa, e cioè quella di spaventare i predatori.
“Molte specie di uccelli e mammiferi intercettano le chiamate di allarme di altre specie. Le comunità naturali formano una rete di informazioni circa il pericolo”, riferisce ancora lo scienziato.





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