Tacchi a spillo al lavoro, scoppia il dibattito al parlamento britannico. Molte aziende, infatti, e non solo nel regno unito, costringono le donne lavoratrici ad indossare scarpe con tacchi, anche molto alti e tutte le donne sanno quanto i tacchi alti possano stancare molto di più le gambe e i polpacci rispetto a un paio di scarpe basse.
Il tutto è nato da una petizione sul Web firmata da più di 150.000 persone che invitava politici e ministri a cambiare le norme riguardanti i codici di abbigliamento sui posti di lavoro per quanto riguarda le donne, in particolare quelli relativi alle scarpe.

In sostanza, le donne vogliono poter indossare scarpe basse al lavoro anche se questo non è consentito dai superiori e dall’azienda stessa.
Coloro che hanno ideato la petizione sono riusciti a convincere i politici almeno a discuterne dato che la discussione si terrà a Westminster.
La stessa petizione è nata quando una receptionist donna, Nicola Thorp, è stata licenziata dopo essersi rifiutata di indossare i tacchi alti.



La campagna riguardante la petizione è subito diventata virale ed ha subito riacceso la discussione sul tema riguardante l’uguaglianza tra uomini e donne, in particolare sul posto di lavoro.
Nella relazione che accompagnava la petizione sono riportati addirittura esempi di donne che venivano costrette a tingersi i capelli di biondo e ad indossare abiti sexy, come ad esempio minigonne corte e tailleur corti, al fine di mantenere il posto di lavoro oppure di poterne ottenere uno.
Si tratta, più di una questione legata alla battaglia delle donne per quanto riguarda l’uguaglianza dei sessi, di una questione di mera civiltà.



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