Uno studio portato avanti dalla scuola di medicina dell’Università di Pittsburgh confermerebbe lo stretto rapporto esistente tra il massiccio utilizzo dei social media su Internet e i sintomi della depressione. In sostanza, questa ricerca confermerebbe il fatto che più i giovani utilizzano i social media più è probabile che corrano il rischio di cadere in depressione. La ricerca è stata finanziata dal National Institutes of Health statunitense e i risultati dovrebbero essere pubblicati a breve sulla rivista Depression and Anxiety.
Si tratta del primo studio di ampie dimensioni inteso ad esaminare in maniera intensiva il rapporto tra l’utilizzo dei mezzi di comunicazione sociali che oggi offre Internet, in particolare da parte dei giovani, e il diffondersi di sintomi depressivi.

Secondo Brian A. Primack, autore principale della ricerca, dato che i social media stanno diventando una componente integrata sempre di più nel contesto dell’interazione umana, risulta importante per medici e psicologi saper riconoscere il potenziale e gli eventuali utilizzi problematici di tali tecnologie.
Il grosso della ricerca è stato effettuato nel 2014 quando lo scienziato, con l’aiuto dei suoi colleghi, ha analizzato 1787 americani di età compresa tra i 19 e i 32 anni. La ricerca si è avvalsa di questionari e di strumenti per la valutazione dei sintomi depressivi.
Secondo i risultati dei questionari, i partecipanti utilizzavano i social media per un totale di 61 minuti al giorno e aprivano le pagine di questi ultimi per una media di 30 volte a settimana.

Più di un quarto dei partecipanti al questionario erano poi stati alla fine classificati come potenzialmente soggetti a depressione.
“Può essere che le persone che già sono depresse si rivolgono ai social media per riempire un vuoto”, riferisce un altra autrice della ricerca, Lui yi Lin, laureanda nella stessa università.
Tra gli altri risultati, la ricerca avrebbe dimostrato che passare molto tempo sui social aumenterebbe il rischio di esposizione al cyber-bullismo o comunque ad esperienze di interazioni personali negative.

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