Un pezzo di argilla con inciso il sigillo sulla creta di re Ezechia, risalente all’VIII secolo a.C., è stato scoperto in una discarica di Gerusalemme. Si pensa sia il primo sigillo in assoluto di un re di Israele scoperto dagli archeologi.
Il documento, vecchio di circa 2700 anni, potrebbe essere, secondo gli studiosi, una vera e propria impressione fatta dallo stesso re che avrebbe utilizzato il suo anello e la sua mano.
Gli scavi sono stati condotti ai piedi del Monte del Tempio.

La bulla ovale è stata scoperta da una squadra di archeologi dell’Università Ebraica di Gerusalemme. La squadra aveva già da tempo cominciato a scavare accanto ad un muro che circonda la città vecchia di Gerusalemme.
Tra l’altro, questo sito, insieme alla vicina città di Davide, risulta abbastanza controverso perché, essendo uno scavo archeologo archeologico israeliano a Gerusalemme est, vicino ad un quartiere palestinese, secondo alcuni critici rappresenterebbe una “giustificazione storica” dell’estensione territoriale ebraica su Gerusalemme Est e sulla Città Vecchia.
L’iscrizione sulla creta cita un’antica scrittura ebraica traducibile con “Appartenente a Ezechia, [figlio di] Acaz, re di Giuda.” l’iscrizione reca altresì la figura di un msole con due ali rivolte verso il basso affiancato da due simboli che simboleggierebbero la vita.

“La Bibbia descrive re Ezechia come uno dei re più importanti dopo il re Davide. Era ricco, audace, osteggiò gli Assiri. Un re veramente suggestivo”, dichiara Eilat Mazar, l’archeologo che ha diretto gli scavi. Il re regnò dal 727 al 698 a.C..

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