Rilevate regioni di formazione stellare ad una distanza di 12 miliardi di anni luce
Categoria: Scienze e tecnologia
Nuove immagini di una regione di formazione stellare attiva in una galassia distante 12 miliardi di anni luce dalla Terra sono state pubblicate dai ricercatori impegnati nelle osservazioni con l’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA). le nuove immagini si rivelano eccezionali perché non erano state mai ottenuto in precedenza foto così dettagliate di regioni dello spazio così lontane da noi.
A tali distanze, il massimo che si è sempre potuto ottenere sono le foto di deboli punti o scie luminose rappresentanti galassie grandi centinaia di migliaia di anni luce. La scoperta si rivela essere ancora più eccezionale considerando il fatto che le immagini sono state catturate tramite un telescopio posto sulla Terra e non con un telescopio spaziale orbitante.
Le immagini sono state ottenute tramite lo sfruttamento del fenomeno di lensing gravitazionale, il quale comporta la curvatura della luce partita dal punto osservato grazie ad un altro corpo posto tra l’oggetto osservate l’osservatore.
La curvatura simula una sorta di lente di ingrandimento permettendo la visione di maggiori dettagli all’osservatore terrestre.
La galassia osservata, denominata SDP.81, è lontana 11, 7 miliardi di anni luce ed è situata nella costellazione dell’Idra. Le immagini ottenute tramite il telescopio terrestre sono inoltre risultate molto più nitide e dettagliate delle immagini ottenute con il telescopio spaziale orbitante Hubble della NASA grazie al grosso dispiegamento di antenne (in numero di 22 unità) separate da diversi kilometri di distanza l’una dall’altra delle telescopio terrestre.
Ovviamente le immagini ricevute appartengono ad un lontano passato che mostra l’Universo quando si era formato da soli 2,4 miliardi di anni dopo il Big Bang.
Il corpo celeste che ha fatto da lente gravitazionale è stato un grosso buco nero al centro di una galassia distante 4 miliardi di anni luce e quindi a poco meno della metà della distanza totale relativa all’oggetto osservato. “Questo insieme di dati ha generato tutta una serie di ricerche altamente intriganti a conferma che Alma offre alle comunità astronomiche nuove strade per sondare l’Universo lontano“, ha dichiarato osservato Todd Hunter, astronomo presso l’US National Radio Astronomy Observatory.
In definitiva anche i telescopi terrestri hanno dimostrato di poter essere molto utili nell’osservazione di quello che viene definito come Universo primordiale, ossia quelle porzioni di spazio formatesi relativamente poco dopo il Big Bang.






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