Rane più piccole del mondo scoperte in Brasile, grandi quanto un’unghia
Categoria: Scienze e tecnologia
Potrebbero essere considerate le rane più piccole del mondo quelle scoperte da un team di ricercatori ed esploratori nelle foreste montane del sud del Brasile. Il gruppo ha catalogato sette nuove specie, appartenenti and un genere denominato Brachycephalus, ognuna delle quali è caratterizzata dalle incredibili piccole dimensioni. Per quel che se ne conosce, queste specie sarebbero endemiche solo di quella zona del Brasile in quanto solo state trovate in determinate zone montuose. Quest’altra caratteristica renderebbe queste specie ad alto rischio di estinzione.
Con queste altre sette, il numero totale di specie del genere Brachycephalus passa da 21 a 28. Lo studio è stato pubblicato oggi sul PeerJ.
Come si può vedere dalle foto, le rane sono caratterizzate da dimensioni davvero inusuali, paragonabili a quelle di unghia del dito. La piccola rana giallognola che si vede nella foto qui a destra è infatti un esemplare adulto.
Secondo i ricercatori, sarebbe stato lo stesso isolamento di queste specie a creare una nuova e diversa linea evolutiva caratterizzata dalla continua miniaturizzazione delle dimensioni corporee. Queste specie si sarebbero sviluppate in maniera del tutto autonoma terminando ogni contatto con le popolazioni di rane a valle.
Tutte le rane catalogate non supererebbero il centimetro di lunghezza e diverse di esse vantano sgargianti colori e strutture atte ad espellere veleno attraverso la pelle. Una caratteristica, quest’ultima, essenziale dato le loro dimensioni minimali che avrebbe facilitato moltissimo il lavoro di cattura da parte dei predatori. Considerate tra i più piccoli vertebrati terrestri, queste specie si servono della loro potente neurotossina, espulsa attraverso la pelle, denominata tetrodotossina.
Altre caratteristiche di queste rane sono tutte collegate alle loro dimensioni inusuali, come il numero delle dita che non supera le tre unità per arto, a differenza delle sorelle più grandi che dispongono di cinque dita oppure di quattro dita. “È un’esperienza davvero emozionante perché abbiamo buone possibilità che ogni cima delle montagne potrebbe vantare una nuova specie ma non sappiamo a cosa possano assomigliare” ha dichiarato nella nota pubblica diffusa dagli stessi ricercatori il professore Marcio Pie, dell’Università di Parana, Brasile.
Secondo Luiz Ribeiro, ricercatore associato presso l’Istituto Mater Natura per gli studi ambientali, la scoperta di queste nuove specie rappresenterebbe “solo l’inizio, soprattutto in considerazione del fatto che abbiamo già trovato altre specie che siamo in procinto di descrivere formalmente”.








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