Secondo un recente studio della Federal Trade Commission, la maggiore esposizione alla pubblicità alimentare negli Stati Uniti per i bambini di età compresa tra 2 e 11 anni deriva da catene di fast food. Nel 2009, l’industria di fast-food ha speso più di 580 milioni di dollari per il marketing destinato ai minori, con la televisione come mezzo predominante.

“In generale, il consumo dei bambini nei fast food è associato ad una maggiore quantità di calorie, grassi e zuccheri, un importante fattore di rischio per l’obesità e altri problemi di salute”, afferma Madeline Dalton, autrice principale dello studio, professoressa di pediatria presso la Dartmouth’s Geisel School of Medicine e ricercatrice presso il Dartmouth-Hitchcock Norris Cotton Cancer Center. “Sappiamo anche che le pratiche dietetiche che si formano nei primi anni di vita ccontinuano durante l’adolescenza e l’età adulta”.

Finanziato dai National Institutes of Health, lo studio è la prima ricerca condotta per dimostrare una significativa associazione tra gli annunci televisivi dei fast-food per i bambini e un aumento del consumo nei fast food tra i bambini di età prescolastica.

Testo fornito dalla Geisel School of Medicine at Dartmouth. Nota: il contenuto può essere modificato per stile e lunghezza.

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