Il fisico teorico Stephen Hawking potrebbe aver risolto il mistero che si cela dietro il cosiddetto “paradosso dell’informazione” relativo ai buchi neri. Nel corso di una conferenza, tenutasi il 25 agosto presso il KTH Royal Institute of Technology di Stoccolma, in Svezia, Hawking ha spiegato di aver messo a punto una possibile soluzione per il paradosso.
Secondo le leggi della teoria della relatività di Einstein, le informazioni su un oggetto fisico inghiottito da un buco nero vengono distrutte ma, con le nuove nozione riguardanti la meccanica quantistica, le informazioni dovrebbero invece restare in eterno. Di qui il paradosso che si trascina ormai da anni.
Secondo Hawking, le informazioni vengono memorizzate non all’interno del buco nero ma sul suo confine, il cosiddetto orizzonte degli eventi, sotto forma di ologrammi bidimensionali conosciuti anche come “super translations”.
Secondo lo scienziato, le informazioni riguardanti le particelle degli oggetti che finiscono nei buchi neri vengono restituite all’esterno ma in una forma del tutto inutile perché caotica. In pratica, per tutti gli scopi pratici, l’informazione risulterebbe del tutto inaccessibile.
Sul finale della conferenza, lo scienziato ha anche affrontato la questione, del tutto teorica, riguardante il fatto che i buchi neri possano essere portali per altri universi. “Il buco dovrebbe essere grande e, se è in stato di rotazione, si potrebbe avere un passaggio per un altro Universo. Ma non si può tornare poi al nostro Universo. Così, anche se sono appassionato di volo spaziale, non ho intenzione di provare questo”, ha dichiarato Hawking di fronte agli astanti.
Approfondimenti
- Hawking: Information is not lost in black holes | Stockholm Technology Blog

- Paradosso dell’informazione del buco nero – Wikipedia

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