Pannelli solari che trattengono energia per settimane invece che per microsecondi
Categoria: Scienze e tecnologia
Gli odierni pannelli solari, che stanno diventando sempre più efficienti con l’avanzare delle tecnologie, soffrono però di un problema ormai decennale relativo all’immagazzinamento dell’energia rilevata dal sole.
Quest’ultima viene trattenuta solo per pochi microsecondi una volta ricevuta e non permette quindi un reale stoccaggio della stessa a medio o a lungo termine. Una nuova ricerca, portata avanti da un gruppo di scienziati della University of California – Los Angeles e pubblicata su Science, ha rivelato però una nuova tecnologia in grado di immagazzinare l’energia solare per periodi di una durata che può arrivare anche diverse settimane.
Uno stoccaggio del genere cambierebbe radicalmente il concetto stesso di sfruttamento dell’energia solare portando a livelli di guadagno energetico fino ad ora solo sognati.
La tecnologia si ispirerebbe al modo con cui le piante agiscono tramite la fotosintesi. Il procedimento della fotosintesi clorofilliana ha un’altissima efficienza e un relativamente alto tasso di efficienza anche per quanto riguarda lo stoccaggio. Nella fotosintesi, le piante si servono di microstrutture della grandezza della nanoscala, che, una volta ricevuta la luce del sole, separano gli elettroni dalle molecole con carica positiva mantenendo le cariche positive e negative separate.
Utilizzando un metodo simile, è possibile migliorare notevolmente la ritenzione energetica delle celle solari di plastica, un materiale spesso problematico per quanto riguarda la produzione di energia tramite pannelli solari perché molto inefficiente rispetto al silicio che è invece dal canto suo molto costoso.





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