Dieci persone sono state arrestate in Cina perché sospettate di aver ucciso un panda selvatico, di averlo smembrato e e di aver venduto le sue carni. Secondo la televisione di Stato cinese, la polizia avrebbe trovato, sul luogo dell’arresto, la pelle del panda, le sue ossa e diversi chili di carne; i resti erano conservati in un’abitazione nei pressi della cittadina di Yanjin, provincia di Yunnan.
Due dei sospetti, due fratelli, hanno dichiarato come giustificazione alla polizia che il giorno dell’uccisione del panda erano a caccia di un animale che aveva acceso una loro capra.

Avevano quindi trovato quello che sembrava un grosso orso dietro un albero, e gli avevano sparato diverse volte causandone la morte e accorgendosi poi di avere sparato a un panda. Le altre persone sono attualmente indagate ma non è ancora chiaro il tipo di coinvolgimento.
La violenza contro i panda, animali in pericolo di estinzione, è in Cina considerato un atto molto grave ed un un crimine punibile con diversi anni di carcere. Secondo la polizia, i due fratelli avrebbero sparato con crudeltà nei confronti dell’animale mentre questi fuggiva e rendendosi conto che era in effetti un panda.

La polizia ha sequestrato anche la pelliccia dell’animale e alcuni pezzi di carne (in totale una decina di chili) che vengono considerati il rimanente di tutto ciò che sarebbe stato venduto.
I test del DNA avrebbero rivelato che il panda era una femmina adulta. Il caso ha provocato forti reazioni sui social media cinesi con diversi utenti di Internet che hanno espresso la loro rabbia e il loro stupore per come un animale così tenero e in grave pericolo di estinzione sia stato trattato.
Attualmente vivono in Cina circa 1800 panda giganti selvatici.

Resti del panda smembrato, scuoiato, cotto e mangiato

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