Se pensate che fare un bagno in una piscina pubblica non possa rappresentare un problema per la salute, dovreste ricredervi. Una ricerca portata avanti dal Salt Lake County Health Department dimostrerebbe che i bagnanti frequentatori di piscine pubbliche sono soliti urinare nell’acqua, alla presenza di altri bagnanti, senza porsi troppi problemi. Questo comportamento viene spesso attuato dai bambini, probabilmente non bene educati dai loro genitori, ma anche gli adulti sembrano non troppo spaventati dalle eventuali conseguenze.
A tal proposito, un dato impressionante emerge da un sondaggio condotto riguardante la poco edificante abitudine di urinare in piscina o al mare, in presenza di altre persone che stanno facendo il bagno. Il 43% degli intervistati in Gran Bretagna avrebbe ammesso di urinare abitualmente in piscina o al mare. A spingere a compiere tale atto sarebbe la voglia, evidentemente troppo forte, di prolungare il tempo in acqua che risulta essere troppo divertente o rilassante.
Per quanto riguarda gli americani, un intervistato su cinque avrebbe ammesso di fare regolarmente pipì in acqua.

Gli esperti avvertono che tenere pulite le piscine è di fondamentale importanza e rimarcano che molto spesso le persone non sono a conoscenza della sporcizia e dei germi presenti in acqua quando si fa il bagno insieme ad altre persone. Secondo gli esperti, urinare in una piscina pubblica ridurrebbe i livelli di cloro perché l’azoto proveniente dall’urina e dal sudore obbligherebbe il cloro a trasformarsi in cloramina, una sostanza che può facilmente irritare la pelle, gli occhi e le vie respiratorie.
In pratica, i famosi occhi rossi da piscina non sarebbero causati dal cloro naturalmente presente nell’acqua, ma dalla pipì e dal sudore delle altre persone.

Altri passaggi fondamentali, per mantenere un decoro ma soprattutto un livello di pulizia tale nelle piscine in modo che non possano diffondersi casi di irritazioni o addirittura malattie, sarebbero: fare delle pause frequenti tra un bagno e l’altro, non cambiare i pannolini a bordo piscina, lavarsi spesso le mani e non entrare in piscina se si è affetti da diarrea.
Una persona in media ha 0,14 grammi di feci nella parte posteriore. Se si pensa a quante persone possono entrare in una piscina senza essersi fatta la doccia, puoi immaginare la quantità di contaminazione che può essere introdotta in tale massa d’acqua?”, dichiara Rick Ledbetter, uno degli autori della ricerca e funzionario del Salt Lake County Health Department.
A tal proposito, il ricercatore ha citato un focolaio di Cryptosporidious, una malattia caratterizzata da diarrea causata da protozoi criptosporidio presenti nelle feci, che ha imperversato per diversi mesi nello Utah nel 2007. Si è pensato che la diffusione del germe sia avvenuta a causa della livello di igiene personale probabilmente troppo basso degli utenti delle piscine pubbliche.

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