Mascoma LLC e l’Energy’s BioEnergy Science Center hanno dichiarato di aver sviluppato un nuovo metodo per convertire biomasse non destinate ad usi alimentari in combustibili con un significativo miglioramento relativo alla velocità e alla qualità stessa del processo.
Secondo i creatori del processo, questo innovativo approccio potrebbe portare ad una concreta espansione nel prossimo futuro della produzione di biocarburanti che vada al di là della portata limitata della produzione di etanolo derivato dal mais.
C5 FUEL, questo il nome dell’innovativo metodo, offrirebbe rendimenti di fermentazione e di produzione di etanolo che stabilirebbero un nuovo standard in relazione alla conversione degli zuccheri della biomassa. Il metodo sarebbe capace di convertire fino al 97% degli zuccheri delle piante in combustibile.

Il processo sarebbe adattabile in particolare per quelle biomasse non utilizzate a fini alimentari, ossia parti di piante non commestibili delle colture di mais, come ad esempio il gambo o gli steli. Gli stessi ricercatori hanno ricordato che i procedimenti convenzionali lascerebbero più di un terzo degli zuccheri della biomassa non utilizzati sotto forma di xilosio.
I metodi standard, infatti, convertirebbero semplicemente la cellulosa in zucchero mentre il nuovo approccio sarebbe capace di convertire anche l’emicellulosa. Quest’ultima favorirebbe la produzione di etanolo in periodi di tempo significativamente più brevi.

Secondo il direttore del BESC Paul Gilna il risultato rappresenterebbe un esempio positivo delle partnership con le industrie che possono accelerare in maniera significativa la traduzione nella pratica dei metodi sperimentati nei laboratori.

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