Un gruppo di scienziati della Northwestern University è riuscito a sviluppare un modo intercettare le interazioni tra i neuroni del cervello di una mosca nel corso di un’esperienza sensoriale, come per esempio quella che la mosca ha durante l’odorazione di una banana.
Si tratta di una scoperta abbastanza importante in quanto capire e mappare le interazioni neuronali, anche del piccolo cervello di una mosca, potrebbe aiutare in futuro a fornire qualche intuizione per mappare e comprendere anche i processi computazionali che stanno alla base dei rapporti tra i neuroni del cervello umano.
Lo studio è stato pubblicato su Nature Communications. Gli scienziati hanno lavorato con la specie di mosca Drosophila melanogaster, un insetto che spesso viene utilizzato per studiare le connessioni neurali.

Gli scienziati hanno utilizzato molecole fluorescenti di diversi colori per contrassegnare i neuroni del cervello e per vedere quali di essi risultava attivo durante l’esperienza sensoriale. Si tratta della prima tecnica in assoluto che riesce ad identificare le singole sinapsi attive nel corso di un comportamento complesso. Inoltre, questo segnale fluorescente persiste per ore dopo l’evento e ciò consente agli scienziati di studiare con maggiore approfondimento l’attività del cervello.
“Gran parte del calcolo del cervello avviene a livello delle sinapsi quando i neuroni parlano tra di loro. La nostra tecnica ci offre un’opportunità per vedere le sinapsi impegnate a comunicare durante un particolare comportamento o un’esperienza senza sensoriale”, dichiara Marco Gallio, assistente professore di neurobiologia al Northwestern Weinberg College of Arts and Sciences, uno degli scienziati che ha condotto lo studio.

Lo studio è partito grazie all’analisi del gene di una proteina fluorescente verde che si trova nelle meduse. Da esso, gli scienziati hanno ricavato tre diversi marcatori colorati che si illuminano nel punto di contatto tra i neuroni e le sinapsi. I segnali sono stati poi testati sulla Drosophila melanogaster e analizzati sotto un microscopio dopo aver esposto le cavie a diverse esperienze sensoriali tra cui l’esposizione al calore, l’esposizione alla luce e l’esposizione a banane maleodoranti oppure a gelsomini.

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