By Allan Ajifo [CC BY 2.0], via Wikimedia Commons.

Secondo la scienziata attiva nel campo delle neuroscienze Hannah Critchlow, il mind uploading, ossia il caricamento della mente umana su un supporto digitale, come un computer, potrebbe essere un giorno realmente possibile. I passi avanti nel tentare di capire le funzioni delle singole parti del cervello e al contempo del potenziale computzionale dei computer sono sempre più grandi e fanno sempre più riflettere sulle reali possibilità di una vita eterna digitale dopo la morte fisica o anche prima di essa.
In teoria, una mente umana potrebbe essere trasferita o anche copiata a livello digitale su una memoria, come per esempio quella di un server, e vivere in eterno in un ambiente digitale come può essere quello di Internet. Oppure ciò che rende noi umani, la nostra stessa essenza (se si vuole la si può chiamare “coscienza”), potrebbe essere trasferita, come si fa con un semplice file sul computer, da un supporto all’altro o nell’impianto bionico di una macchina, come per esempio un robot androide.

In questo modo gli esseri umani potrebbero diventare letteralmente immortali ma dovranno rinunciare a qualcosa di antiquato come il corpo, un impianto biologico non adatto ai concetti di trasferimento digitale e vita eterna.
Le conseguenze di una simile tecnologia, qualora diventasse davvero possibile, sarebbero dunque molteplici e probabilmente anche inimmaginabili; si va dall’esplorazione spaziale con esseri umani caricati in memorie digitali all’interno dei computer delle astronavi o proiettati direttamente come fasci di dati wireless in determinate zone dello spazio, allo sdoppiamento e alla copia di più coscienze in diversi strati digitali. Situazioni che per il momento si sono viste solo in qualche film di fantascienza.
Tuttavia, il cervello potrebbe essere realmente trasformato in un codice software che un computer molto potente potrebbe essere in grado di far girare ricreando le circa 100 trilioni di connessioni sinaptiche che il cervello utilizza. In questo modo, secondo la scienziata, sarebbe fattibile ricreare una coscienza umana, intesa meramente come un’intricata tela di connessioni tra miliardi e miliardi di neuroni, in tutto e per tutto.

Il cervello umano con la sua stessa essenza, intesa come coscienza, verrebbe dunque considerato come un circuito di connessioni, molto complesso ma pur sempre un circuito. Niente di più, niente di meno.
Tra le altre cose, la scienziata ha sfatato il mito riguardo l’utilizzo del solo 10% del cervello umano da parte delle persone spiegando che nel cervello tutto è costantemente in esecuzione, in una sorta di stand-by multitasking atto a risparmiare energia in quanto alcune particolari zone della regione cerebrale verrebbero alimentate solo quando necessario, ossia solo quando vengono realmente utilizzate.
A tal proposito, pur rappresentando in termini di peso solo il 2% della massa totale del corpo, il cervello consumerebbe circa il 20% del totale energetico consumato da tutto il corpo.

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