Transito di Venere che passa davanti al sole (piccolo pallino nero) visto dalla Stazione Spaziale Internazionale.
Crediti immagine: NASA.

Uno dei più grandi problemi per quanto riguarda l’individuazione di pianeti extrasolari è rappresentato dalle macchie stellari, ossia da quelle macchie scure che periodicamente si formano sulla superficie delle stelle, come su quella del nostro Sole. Quando si individuano gli esopianeti tramite il metodo del transito, infatti, è molto facile confondere un pianeta con una macchia solare, di solito molto scura. Ciò accade a distanze anche relativamente vicine, come poche decine di anni luce.
A tal proposito, una nuova squadra di scienziati sta tentando di studiare il nostro Sole nel tentativo di aggirare questo problema permettendo una ricerca più proficua di pianeti extrasolari della dimensione della nostra terra.

Studiando il passaggio di Venere davanti al Sole dal nostro punto di vista, gli scienziati hanno deciso di costruire uno strumento in grado di ottenere la velocità radiale del Sole come se fosse un’altra stella. L’annuncio è stato dato dall’astrofisico Xavier Dumusque, che attualmente opera all’Osservatorio di Ginevra, in una missiva inviata a Discovery News. Lo studio è portato avanti insieme a David F. Phillips dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics.
Osservando le diverse macchie solari sulla superficie del sole e confrontandole con la velocità radiale ottenuta con questo nuovo strumento, si potranno dunque realizzare nuove tecniche di osservazione e di correzione dei dati ottenuti applicabili anche alle altre stelle, distanti anni luce da noi.

La precisione raggiunta da questo nuovo metodo è di 0,5 m/s, un grado di precisione ottimale per l’osservazione dei transiti planetari di altre stelle.
“Risolvere questo problema ci permetterà di rilevare pianeti estremamente simili alla Terra in orbita intorno a stelle luminose. I candidati saranno poi osservati con la futura generazione di telescopi estremamente grandi, alla ricerca di tracce di vita nelle loro atmosfere“, aggiunge Dumusque.

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