Un team internazionale di ricercatori ha annunciato di aver realizzato un dispositivo elettronico letteralmente iniettabile nel cervello, ma anche in altre parti del corpo, capace di fornire una vista a livello nanoscopico delle stesse strutture del cervello. Il dispositivo potrebbe dunque essere utile per tutte quelle patologie neurodegenerative come alcune paralisi e in genere nel campo delle neuroscienze.
Il team è guidato dal professor Charles Lieber. La ricerca è stata pubblicata su Nature Nanotechnology.

I ricercatori hanno in pratica realizzato una sorta di struttura fatta di ponteggi elettronici elettronici su scala nanometrica che possono essere iniettati direttamente nel cervello tramite una semplice siringa. Questi dispositivi elettronici possono poi essere utilizzati per monitorare tutta l’attività neurale ma anche per stimolare i tessuti, ad esempio promuovendo la rigenerazione di neuroni.
Secondo Lieber Si tratta di un’innovazione straordinaria e rivoluzionaria in quanto sarebbe capace di aprire una nuova frontiera nell’esplorazione degli strati infinitesimali del cervello e in generale nello studio della relazione tra le strutture elettroniche e la biologia.

Il professore ha inoltre sottolineato che queste sorte di sonde sono così piccole grazie anche ai miglioramenti esponenziali avvenuti negli ultimi anni in tutte quelle tecniche di micro-fabbricazione e in generale nel campo della nanotecnologia.
In ogni caso ha hanche affermato che “le tecniche esistenti sono grezze rispetto al modo in cui il cervello è collegato”, riferisce Lieber. Che si tratti di una sonda di silicio o di polimeri flessibili, essi causano infatti sempre qualche infiammazione nel tessuto che richiede la modifica periodica della posizione della sonda o della sua stimolazione.

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