L’utilizzo degli smartphone mentre si seduti sulla tazza del gabinetto è ormai un’usanza diffusa, in particolare tra tutte quelle persone che non sono in grado di rinunciare ad Internet neanche per pochi minuti. Ma non tutti sanno che quando si sta sulla tazza del WC è molto facile che germi fecali vari possono raggiungere oggetti vicini al punto di espulsione delle feci come per esempio gli smartphone che si tengono in mano.
Mentre per le mani il problema viene rapidamente risolto con un’accurata lavaggio delle stesse sotto l’acqua corrente con l’utilizzo del sapone, per gli smartphone la soluzione non sembrerebbe così ovvia.
A tal proposito sul sito di crowfounding Kickstarter una società, la LightDims & GlossyCube, è in cerca di finanziamenti per lanciare un nuovo prodotto denominato Cube Cleaner, una sorta di dispenser di salviette dedicato espressamente alla pulizia dei dispositivi mobili che si utilizzano mentre ci si trova in bagno.
Facile da installare, le salviette inserite nel dispenser vanterebbero una formula antibatterica che costituirebbe il vero segreto dell’eventuale successo del gadget.
Secondo i produttori, maggior parte dei batteri nocivi proverrebbe dal bagno ed è proprio qui che va installato questo oggetto di forma cubica a differenza di altri dispenser di fazzolettini imbevuti di alcol o altri detergenti che sono spesso lontani dalla tazza del gabinetto o addirittura installati in altre stanze della casa.
Le salviette contenute all’interno del dispenser prosciugano i batteri sul smartphone rendendolo sicuro con una modalità tale da non danneggiare i rivestimenti esterni dell’oggetto nè lo stesso schermo.
Lo stesso produttore dichiara, nella pagina descrittiva su Kickstarter, che l’idea gli è arrivata quando la figlia è stata ricoverata in ospedale per una grave infezione probabilmente causata dal fatto di averla lasciata a giocare con il suo smartphone.
A tal proposito il produttore cita anche il Wall Street Journal secondo cui tutti i nostri smartphone sarebbero pieni di batteri coliformi che possono facilmente raggiungere gli occhi o altre parti sensibili del corpo venendo trasportati, ad esempio, tramite le dita con le quali ci tocchiamo in continuazione.
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