Disco di zaffiro inciso con laser per conservare dati in eterno
Categoria: Scienze e tecnologia, Supporti di memoria
Non sono molti i progetti relativi ad unità di memorie che promettono una durata del supporto quasi eterna in quanto le tecnologie che stanno dietro la preservazione nel tempo di dati digitali sono alquante complessee e sostenibili da pochi gruppi o aziende. Fa quindi ancora più piacere quando a proporre prodotti del genere sono aziende o persone che non rientrano nel grosso giro internazionale delle multinazionali del settore.
Pochi giorni fa sul sito di crowfounding Kickstarter è stato presentato un nuovo progetto relativo a supporti di memorizzazione dati resistenti, oltre agli agenti atmosferici o esterni come il fuoco o l’acqua, soprattutto al tempo. I produttori di Fahrenheit 2451 promettono infatti ai suoi sottoscrittori, dai quali stanno cercando di ottenere un finanziamento di 43.000 euro, un disco per la memorizzazione analogica dei dati che può durare praticamente in eterno grazie a ad una tecnologia che hanno denominato Nanoform.
Il sistema si serve di un piccolo disco di zaffiro inciso al laser che saprà resistere, secondo i produttori, per sempre attraverso il tempo e gli elementi esterni. Un disco del genere può contenere diverse tipologie di dati, incisi in maniera analogica sul disco, quindi anche foto che per molti di noi rappresentano ricordi preziosi.
Lo zaffiro viene considerato il secondo materiale sintetico più duro del mondo dopo il diamante. Si presuppone che qualsiasi agente atmosferico come piogge normali, piogge acide, luce, freddo, intenso calore o altro, possa fare un baffo ad un materiale del genere che rimane praticamente illeso per milioni di anni.
L’inventore di nanoform, Alain Rey, ha definito i dischi prodotti con questa tecnologia di una durata praticamente infinita: “Stiamo parlando di millenni ed è anche rivoluzionario, in questa era completamente digitale, imprimere informazioni analogicamente”.
Il procedimento per la creazione di un disco di zaffiro prevede l’utilizzo di una laser ad alta precisione il quale incide i dati su un wafer sottile di zaffiro. Quest’ultimo viene poi fuso con un altro wafer.
I dati vengono uccisi in maniera analogica. Su uno dei prototipi creati, è stato inciso ogni singola pagina del romanzo Guerra e pace di Tolstoj.
Le figure hanno un’altezza anche di 10 micron, ossia un’altezza inferiore allo spessore di un capello.
Un sistema del genere potrà resistere anche a quella che viene denominata come obsolescenza digitale, ossia quella concreta possibilità, che si materializza con il passare del tempo, che i dati registrati su un supporto con una determinata tecnologia potrebbero essere un giorno non più reperibili perché quella stessa tecnologia è andata perduta o non viene più utilizzata da decenni.
Essendo figure incise su un disco, basterà solo ingrandirle per reperire i dati. L’ingrandimento può essere dunque effettuato un qualsiasi strumento che possa funzionare da lente d’ingrandimento, come una semplice macchina fotografica con un obiettivo, un microscopio digitale, uno scanner ad alta risoluzione o qualsiasi altra tecnologia futura atta ad ingrandire.
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