I progetti in corso di una pelle elettronica sono molti. Sopra uno dei tanti sensori a foglio applicabili sulla pelle (Donghee Son and Jongha Lee).

Su Nature Nanotechnology Alcuni ricercatori hanno presentato una sorta di pelle elettronica con memoria incorporata che, oltre a monitorare i dati del paziente, è in grado anche di iniettare medicine al soggetto che la indossa. Il dispositivo vanta un modulo RRAM (Resistive Random Access Memory) ed è sostanzialmente un sottile strato che si appiccica sulla pelle. Misura 4×2 cm ed ha uno spessore di soli 0,003 millimetri.

La progettazione di pelli elettroniche non è nuova ma secondo Nanshu Lu, ingegnere ricercatore presso l’Università del Texas a Austin, la novità di questo dispositivo sta nella memoria incorporata capace di memorizzare dati in locale senza l’utilizzo di periferiche collegate.
Prima però che il prototipo possa essere utilizzato sui pazienti, si deve trovare il modo di alimentarlo in maniera autonoma e di fargli trasmettere dati tramite dispositivi compatti, flessibili, che possono essere incorporati nel dispositivo stesso. Il segnale del dispositivo, inoltre, deve essere amplificato e i dati convertiti in formati leggibili ad un normale calcolatore.

Il ricercatore ha riferito che attualmente compattare ed incorporare in una struttura così sottile, praticamente un tatuaggio, questi ulteriori dispositivi sembra piuttosto complicato ma non impossibile.

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