Corni di rinoceronte.
By ukhomeoffice [CC BY 2.0], via Wikimedia Commons.

I corni di rinoceronte, una delle materie preferite dei bracconieri africani, risulterebbero sul mercato più preziosi di oro e diamanti, un fattore, questo, che starebbe portando all’estinzione degli stessi rinoceronti, considerati una delle razze di mammiferi erbivori africani più grandi insieme ad elefanti, ippopotami e gorilla.
A livello di vendita al chilo, i corni di rinoceronte risulterebbero più preziosi dell’oro, dei diamanti e della cocaina, come riferito dal professore William Ripple, docente di ecologia presso la Oregon State University negli Stati Uniti.
Lo studio dimostra che il numero di elefanti della foresta è sceso dello 62% tra il 2002 il 2011 mentre quello dei rinoceronti uccisi dai bracconiere passa da un misero 13 all’anno ad un incredibile 1004 all’anno tra il 2007 e il 2013.

Secondo Blaire Van Valkenburgh, uno dei coautori dello studio, se questo dovesse continuare, ci sarebbero pochissimi o addirittura nessun elefante della savana in 10 anni e nessun rinoceronte africano in 20 anni. La situazione risulterebbe dunque allarmante e potrebbe presto portare all’estinzione totale di una delle specie più caratteristiche dell’Africa.
Il fattore più inquietante sarebbe l’incentivo finanziario ottenuto dai bracconieri attraverso il traffico illegale di corni dei rinoceronti, utilizzato per beni di consumo e prodotti alimentari per l’uomo.

In tal senso il guadagno sarebbe comparabile a quello della vendita dell’oro, di diamanti o della cocaina. Recentemente il prezzo dei corni di rinoceronte si sarebbe avvicinato a 60.000 dollari a libra.
Secondo lo studioso, decenni di sforzi di conservazione sono stati praticamente annullati quando la criminalità organizzata si è inserita nei mercati illegali riguardanti lo smercio di avorio e corni di rinoceronte. Il ricercatore sottoline inoltre che qualora qualche rinoceronte dovesse sopravvivere in qualche zona nascosta e selvaggia dell’Africa, essi saranno funzionalmente inutili in termini di impatto sull’ecosistema e in termini riproduttivi per la ricrescita della specie.

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