Secondo un’allarme lanciato dal professor Andrew Ellis, docente di comunicazione ottica della Aston University, il continuo diffondersi dell’utilizzo di Internet e l’aumento in termini di quantità di dati che circolano sulle odierne reti, potrebbe portare nel giro di pochi anni ad una razionalizzazione del consumo stesso della Rete per gli utenti britannici. Il tutto è da ascrivere, in particolare, all’enorme consumo di elettricità che gli utenti di Internet procurano ai danni del paese. Attualmente la società di comunicazione che forniscono accesso ad Internet utilizzano già oltre il 3% del potenziale elettrico di tutta la Gran Bretagna (equivalente all’energia prodotta da tre centrali nucleari) e nessun segnale di rallentamento del consumo di energia elettrica si vede all’orizzonte.

Anzi, nei prossimi anni è previsto un ulteriore aumento di livello quasi esponenziale dell’energia elettrica per assecondare i bisogni dei cittadini che vogliono navigare su Internet usufruendo dei principali servizi di streaming video e vogliono farlo per un numero di ore al giorno sempre maggiore con l’ausilio di sistemi quali quelli dei dispositivi mobili, utilizzabili praticamente ad ogni ora del giorno.
Secondo lo scienziato, in pochi anni, se non cambiano le tecnologie, si potrebbe arrivare addirittura ad un razionamento nella fornitura di servizi telematici con un conseguente aumento dei prezzi ed inevitabili fasi speculative.

Sempre secondo Ellis, se non si trova una soluzione nel giro di 20 anni, a questi ritmi, Internet consumerà l’intero potenziale energetico elettrico del paese.
Da quando è stato messo in commercio il primo modem, la capacità di scaricare dati da parte dei cittadini è cresciuta in modo esponenziale, raddoppiando ogni due anni, riferisce lo scienziato che rimarca: “Non possiamo ottenere molto di più in termini da capacità da un cavo in fibra, e ci sono stati segnali di rallentamento a partire dal 2010”.

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