Una nuova ricerca dimostra che noi esseri umani condividiamo ben il 90% del nostro genoma con quello di due specie di vermi marini, denominati vermi ghianda, ossia molto di più rispetto a molti altri animali. I vermi ghianda sono creature marine che vivono per lo più sul fondo dell’oceano e si nutrono filtrando l’acqua del mare attraverso una serie di fessure.
La ricerca è stata condotta da un team di scienziati dell’Okinawa Institute of Science and Technology Graduate University (OIST) ed è stata pubblicata su Nature.
Il tutto sarebbe cominciato circa 550 milioni di anni fa quando una grossa varietà di animali si diversificò in una grandissima quantità di rami evolutivi in un evento conosciuto come l’esplosione del Cambriano.

Durante il periodo del cambriano, infatti, emersero nuovi animali sempre più complessi, con un maggior numero di funzioni e con una maggiore variazione per quanto riguarda le caratteristiche comportamentali. Gli scienziati hanno analizzato il genoma di due specie, imparentate alla lontana, ossia Ptychodera Flava e Saccoglossus kowalevskii, e li hanno confrontati con quelli di 32 diversi animali.
Il team di genetisti ha scoperto poi che circa 8600 famiglie di geni risulterebbero omologhi, cioè riscontrati a livello evolutivo, in tutti i deuterostomi e quindi probabilmente presenti anche nel genoma della loro antenato comune. A causa poi di duplicazioni geniche successive e di ulteriori altri processi, gli 8600 geni corrispondono ad almeno 14.000 geni odierni, ossia il 70% del nostro genoma.

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