Texas. Un uomo è in causa da due anni con un’azienda produttrice di birra dopo averla denunciata affermando di aver trovato un topo morto in una lattina di birra. Secondo le affermazioni del querelante, il fatto sarebbe successo nell’agosto del 2013. L’uomo avrebbe comprato delle lattine di birra da 24 once (poco più di mezzo litro) e, dopo essere tornato a casa, ne avrebbe aperta una per berla.
Dopo aver cominciato a bere, avrebbe sentito un formicolio sulle labbra notando che il liquido non scorreva correttamente attraverso il foro della lattina.
Secondo la sorella, che ha fatto da testimonianza, l’uomo avrebbe anche utilizzato il suo telefono cellulare per scattare una foto all’interno della lattina scoprendo che vi era un topo morto.
L’uomo avrebbe subito vomitato e poi le avrebbe continuato a soffrire, nei giorni seguenti, di dolori addominali, vomito, diarrea, allergie e mal di schiena.
L’uomo sarebbe ricorso, nel periodo seguente al fatto, a varie cure mediche spendendo un totale di oltre 49.000 dollari. Inoltre avrebbe subito anche conseguenze a livello psicologico con difficoltà a mangiare, bere e a mantenere relazioni sociali con le altre persone. Per questo si sarebbe anche rivolto ad un terapista.
L’uomo, per recuperare il costo delle varie terapie mediche a cui si è sottoposto, ha dunque citato in giudizio l’azienda produttrice di bibite per ottenere un risarcimento di 300.000 dollari.
L’azienda avrebbe dichiarato, in una nota pubblica: “I nostri marchi sono prodotti secondo standard incredibilmente rigorosi e non c’è niente di più importante per noi della qualità dei nostri prodotti e della sicurezza dei nostri con consumatori”. L’azienda lascia dunque intendere di non credere a quanto raccontato dall’uomo.














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