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On 30 maggio 2014
Last modified:26 marzo 2017

veleno api trattamento facciale bellezza crema Trattamenti facciali con il veleno delle apiNegli ultimi anni si sta diffondendo sempre di più il trattamento facciale a base di veleno di api. Secondo molte correnti di pensiero, il veleno di questi insetti agirebbe come botox naturale con proprietà antinvecchiamento.

Come viene ottenuto il veleno delle api?

Il veleno viene ottenuto tramite uno speciale pannello elettrificato immesso negli alveari. Quando le api si trovano a sbattere contro di esso, sentendosi attaccate, spruzzano veleno che viene raccolto da una lastra di vetro e gocciola in un contenitore. Con questo processo alle api non viene causato nessun danno di natura fisica.
Il processo risulterebbe abbastanza costoso il che influirebbe poi sul prezzo finale dei vari prodotti, in particolare creme.

Diffusione e proprietà

Già da molto tempo utilizzato in pratica apiterapiche come l’apipuntura, solo negli ultimi anni il veleno nelle api si sta diffondendo anche come crema di bellezza tra le donne a seguito delle dichiarazioni di Kate Middleton, moglie del principe William, che ha ammesso di farne uso.

Secondo gli estimatori, il lifting biologico con veleno di api appianerebbe le rughe ingannando la pelle che sarebbe portata a produrre più collagene ed elastina.

Secondo la dermatologa Jeannette Graf, la melittina, il composto organico presente nel veleno delle api, avrebbe proprietà antibatteriche e antiinfiammatorie e rafforzerebbe il sistema immunitario. Inoltre, essendo anafilattico, il liquido venefico delle api rilassa temporaneamente i muscoli facciali migliorando la circolazione.

Il veleno delle api è il Botox del futuro?

Alla domanda secondo cui il veleno delle apri potrebbe essere il Botox naturale del futuro, la dermatologa risponde che non sono stati effettuati ancora studi clinici sufficientemente approfonditi per giudicare l’effetto benefico del veleno su vasta scala. Con un uso ripetuto, la pratica potrebbe causare lo sviluppo di gravi allergie o addirittura danni alle membrane cellulari.

Probabilmente la pratica richiede ancora qualche ricerca approfondita affinché eventuali rischi di danno alla salute causati da somministrazioni ripetute a lungo nel tempo possano venire a galla prima che la pratica si diffonda ancora di più a livello globale.

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